Luigi Palamara Settembre 18th, 2006
Folk Sezione Folk in allestimento. Prova anche tu a darci una mano e scrivici! Si Accettano suggerimenti, materiale, tarantelle, muttette, foto, aneddoti e ….. SCARRRICA LI TO CANZUNI! LI CANZUNI DI LA TO TERRA.
Presto saranno in onda altre sezioni: I proverbi calabresi, Lu zzu ‘Ntoni, Aneddoti e storie d’Aspromonte e quant’altro riusciremo a raccogliere di bello e caratteristico della nostra Area Grecanica e della nostra provincia tutta. Se avete curiositĂ , detti popolari, fotografie inviatecele le pubblicheremo!!
Cu joca sulu non si ‘ncagna mai! Chi gioca da solo non si incavola mai!
La gaddhina faci l’ovu e alu gaddhu ‘nci bruscia lu culu La gallina fa l’uovo e al gallo gli brucia il culo.
Occhiu non vidi e cori non doli. Occhio non vede e cuore non duole.
Cu ‘ndeppi focu campau, cu ‘ndeppi pani moriu. Chia ha avuto il fuoco è vissuto, chi ha avuto il pane è morto.
Lu cani muzzica sempri ‘ndilu strazzatu. Il cane morde sempre lo strappato.
La gatta presciarola faci li gattareddhi morti. La gatta frettolosa fa i gattini morti.
Lu gabbu rriva e la jastima no. Il gabbo arriva e la bestemmia no.
Quandu lu gattu non c’è lu surici balla. Quando il gatto non c’è il topo balla.
Quandu lu diavulu ti ‘ncarizza voli l’anima. Quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima
Lu lupu cambia lu pilu ma no lu vizziu. Il lupo cambia il pelo ma non il vizio.
Puru li pulici ‘ndannu la tussi. Pure le pulci hanno la tosse.
Dassa stari lu cani chi dormi. Non stuzzicare il cane che dorme.
Fatti li cazzi toi chi campi cent’anni. Fatti i c…. tuoi che campi cent’anni.
Li sordi fannu veniri la vista oll’orbi. I soldi fanno venire la vista ai ciechi.
Lu bonu jornu di la matina pari. Il buongiorno si vede dal mattino.
Megghiu to mamma mi ti ciangi chi lu suli di marzu mi ti tingi. Meglio che tua madre ti pianga che il sole di marzo ti tinga.
Â
LE FESTE RELIGIOSE
San Rocco (patrono) -16 agosto
La statua delpatrono è portata in processione per le strade delborgo accompagnata dalla banda musicale. Nel corso della giornata si organizzano giochi popolari e la sera si chiude con uno spettacolomusicale.
Madonna dell’Assunta - 15 agosto
Si svolge a Ghorio con una processione. Nella frazione per l’occasione si ritrovano tutti gli sfollati del’alluvione del 1972.
Lavanda dei piedi e benedizione dei pani:
Giovedi’ Santo
Via Crucis - venerdi Santo
Messa serale – Sabato Santo
Novena di Natale – dal 16 al 24 dicembre
Per nove giorni messa nella chiesa dello Spirito Santo alle 5.30 del mattino
LE MANIFESTAZIONI
Festa del gonfalone – agosto
Concerti e mostra fotografica
LE SAGRE
Sagra della carne di capra – agosto
Degistazione in piazza accompagnata dall’esibizione di gruppi musicali.
|
|
| Scheda
|
| Gli itinerari di Roccaforte del Greco
Posizionato su tre costoni rocciosi, il borgo domina la vallata dell’Amendolea. La parte vecchia ospita il Municipio, proprio la dove secondo la memoria popolare sorgeva, a ridosso del precipizio, il castello poi franato. Fanno da corona il rione castello, il rione borgo e il rione San Carlo, quest’ultimo quasi disabitato. Caratteristiche sono le piccole case e le stradine in pietra. Maestosa è la chiesa matrice dedicata allo Spirito Santo. Nel centro storico, inoltre, è ancora possibile vedere qualche tratto delle mura che cingevano il paese. Interessanti i punti panoramici da cui si gode un’ampia vista ( si puo’ scorgere anche la Sicilia e la cima dell’Etna).
PERCORSO STORICO-RELIGIOSO
Chiesa dello Spirito Santo
Edificio di gusto neoclassico, costruito nel 1930. Sulla facciata con timpano, si notano una serie si lesene, su alto basamento, dotate di capitello composito. Il portale rettangolare presenta un timpano a lunetta spezzato, sormontato da una monofora con arco tutto sesto su ciò spicca lo stemma. Monofore dello stesso tipo, arricchite da timpani triangolari, si trovano anche in basso. In alto e sulle facciate laterali, invece una serie di aperture rettangolari. Sulla parte posteriore un campanile sopraelevato. L’interno, a unica navata, è decorato da una serie di colonne in marmo rosso, dotate di capitello. La parete dell’abside, su cui spicca un crocifisso, è caratterizzata da una balaustra e da tre finestre ad arco con vetri colorati.
 |
 |
| Â |
|
|
| Scheda
|
|
CuriositĂ e leggende
La raccolta delle castagne
Un’antica usanza locale stabiliva che la povera gente potesse raccogliere liberamente le castagne tranne nel periodo che andava da ottobre al primo novembre durante il quale il diritto spettava soltanto ai legittimi proprietari dei castagneti.
Il ricordo della lingua grecanica
Pur non essendo più di uso corrente, non è difficile incontrare in paese qualche anziano in grado di parlare l’affascinante lingua grecanica, un idioma molto simile al greco antico.
Il fidanzamento: Cippitinnau
Un tempo era usanza, in paese, dichiarare il proprio amore alla donna amata con il rito dello “cippitinnau. Di notte l’innamorato lasciava un ceppo davanti l’abitazione della giovane con cui desiderava fidanzarsi. Se il ceppo veniva portato dentro casa la risposta era affermativa; negativa se veniva lasciato fuori.
Un ruolo fondamentale lo aveva il padre della ragazza che portava avanti la trattativa dopo la richiesta di fidanzamento. Questo è il dialogo che si teneva tra il padre e il giovane innamorato. “Pis efere ton gippo ti dichatiramu? (Chi ha portato il ceppo a mia figlia?). E il giovane rispondeva: “To e’fera ego’” (L’ho portato io). Nel caso in cui la decisione fosse stata positiva il padre della ragazza pronunciava la frase: “ I dicatera nu ene koli cippetthenemi!” (Mia figlia ha trovato un buon partito) Il ceppo, quindi, veniva portato dentro casa insieme al giovane. Se il responso era negativo questa era la frase: “ghire’ apissu ti din ene j’assena to cippo” (Torna indietro che il ceppo non è per te) Il giovane, a questo punto, non aveva più speranze.
|
|
|
|
|